Perché Romeo e Giulietta è ambientato a Verona?
Prima del balcone e dei selfie c’era una città vera: fazioni, alleanze, rancori. Verona nel Trecento offriva tutto ciò che serve a una tragedia. E quando Shakespeare mette in scena Romeo and Juliet, eredita una storia già italiana e già veronese. Perché proprio Verona? Perché gli autori che precedono Shakespeare scelgono una cornice storicamente credibile per due amanti divisi da una guerra di fazioni, trasformando cronaca e novellistica in mito universale.

Le Fonti Italiane: Da Masuccio Salernitano a Matteo Bandello
La vera origine della storia veronese va cercata nella novellistica italiana del Rinascimento, e le sue radici sono ancora più antiche di quanto si pensi. Prima di arrivare a Verona, il tema di due amanti sfortunati ostacolati dalle famiglie era già stato narrato da Masuccio Salernitano nella sua novella del 1476, Mariotto e Ganozza, ambientata a Siena.
Fu però lo scrittore e soldato vicentino Luigi da Porto a prendere questo canovaccio e a dargli la sua forma quasi definitiva intorno al 1530 con la sua “Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti“. Da Porto non solo diede ai protagonisti i nomi che conosciamo oggi (Romeo e Giulietta), ma scelse Verona come ambientazione. Perché? Probabilmente perché la Verona del XIV secolo, sotto la signoria degli Scaligeri, era il perfetto scenario di violente faide tra famiglie rivali. Era un contesto storico credibile per una storia di amore e odio
La sua storia fu poi ripresa da Matteo Bandello nel 1554, che la incluse nelle sue “Novelle”. A questo punto, la trama attraversò la Manica: la versione di Bandello fu tradotta e divenne la base per un poema inglese del 1562, The Tragicall Historye of Romeus and Juliet di Arthur Brooke. Come confermano fonti autorevoli come lo Shakespeare Birthplace Trust, fu proprio questo poema la fonte principale da cui William Shakespeare attinse a piene mani. Quando il Bardo scrisse la sua tragedia (1595-1596), quindi, l’ambientazione veronese era già consolidata e parte integrante del racconto da decenni.
Le Tappe Fondamentali in Ordine Cronologico
- 1476 – Masuccio Salernitano, Mariotto e Ganozza (ambientata a Siena).
- c. 1530 – Luigi da Porto, Historia… (fissa l’ambientazione a Verona e i nomi Romeo e Giulietta).
- 1554 – Matteo Bandello, Novelle (la versione che si diffonde in Europa).
- 1562 – Arthur Brooke, The Tragicall Historye of Romeus and Juliet (la fonte inglese).
- 1595–96 – William Shakespeare, Romeo and Juliet (il capolavoro immortale).



Perché il Rinascimento iniziò in Italia?
Verona nel XIV Secolo: lo Sfondo Storico Perfetto
La scelta di Da Porto non fu casuale. Verona, all’inizio del Trecento, era una città potente ma lacerata da lotte intestine. Le famiglie nobili si scontravano per il potere, e la violenza era all’ordine del giorno. Le fazioni dei guelfi e dei ghibellini, a cui appartenevano i Montecchi (Montecchi) e i Capuleti (Cappelletti), erano una realtà storica. I Montecchi erano un’importante famiglia ghibellina, mentre i Cappelletti erano in realtà una fazione di cavalieri (forse chiamati così per il piccolo cappello che portavano) originari di Cremona, non una famiglia veronese. Tuttavia, la loro menzione da parte di Dante Alighieri stesso, nel VI Canto del Purgatorio, li rese un simbolo delle lotte che affliggevano l’Italia:
«Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, / Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura: / color già tristi, e questi con sospetti!»
Sebbene le vere famiglie storiche non fossero coinvolte in una faida così drammatica come quella descritta, la loro esistenza fornì a Da Porto e poi a Shakespeare un aggancio di realismo storico, rendendo la tragedia più plausibile e potente per il pubblico dell’epoca.
L’Impatto Culturale che ha Reso Verona la “Città dell’Amore”
Anche se la storia non è “vera” nel senso letterale del termine, il successo planetario della tragedia di Shakespeare ha creato un legame indissolubile tra la città e i due amanti. Verona ha sapientemente capitalizzato su questa fama, trasformando luoghi fittizi in mete di pellegrinaggio per milioni di turisti. La “Casa di Giulietta” con il suo famoso balcone (aggiunto solo nel XX secolo) e la “Tomba di Giulietta” sono invenzioni turistiche, ma alimentano un immaginario collettivo potentissimo.
Grazie a Shakespeare, che ha reso immortale una novella italiana, Verona non è più solo una splendida città d’arte, ma è diventata universalmente la “Città dell’Amore“, un simbolo eterno di passione e tragedia.

Fonti e Approfondimenti
Se vuoi approfondire il percorso letterario che ha portato questa storia dall’Italia all’Inghilterra, la pagina della Royal Shakespeare Company (RSC) è la fonte ideale. Qui viene spiegato come il Bardo si sia basato su fonti preesistenti, in particolare un poema inglese che a sua volta era una traduzione di una novella italiana. Per capire chi ha dato origine a tutto, puoi leggere le biografie di Luigi da Porto, che per primo scelse Verona e diede i nomi ai protagonisti, e di Matteo Bandello, la cui versione divenne la base per la diffusione della storia in Europa.
Per un punto di vista più autorevole sul metodo di lavoro del Bardo, lo Shakespeare Birthplace Trust conferma che William Shakespeare era un maestro nel rielaborare magistralmente storie già esistenti. L’ambientazione veronese, quindi, non fu una sua invenzione, ma un elemento già consolidato e perfetto che egli seppe trasformare in un’icona immortale.
Domande Frequenti
Perché William Shakespeare si basò su precedenti racconti italiani. Fu lo scrittore Luigi da Porto, già nel 1530, a scegliere Verona come ambientazione, e Shakespeare semplicemente la mantenne.
No, Shakespeare non inventò la storia, ma rielaborò magistralmente una novella italiana già molto popolare, scritta da autori come Luigi da Porto e Matteo Bandello.
Perché la Verona del XIV secolo era storicamente nota per le violente lotte tra famiglie rivali. Questo contesto rendeva la faida tra Montecchi e Capuleti molto credibile per il pubblico dell’epoca.
Sì, i Montecchi erano una vera famiglia ghibellina di Verona. I Capuleti (Cappelletti) non erano una famiglia veronese, ma una fazione menzionata da Dante. La loro esistenza storica, anche se non legata a una faida tra loro, diede realismo alla storia.
No, il balcone e la Casa di Giulietta sono attrazioni turistiche create nel XX secolo. Non sono luoghi storicamente autentici, ma servono ad alimentare l’immaginario legato alla tragedia.
Ti ha sorpreso scoprire che non fu Shakespeare a scegliere la città di Romeo e Giulietta? Dicci la tua nei commenti e condividi la magia di questa scoperta!


